La prima notte di nozze nel 1944

Mi piace condividere con voi un brano tratto da un romanzo che ho scritto tempo fa, in cui racconto la prima notta di nozze tra due giovanissimi sposi nel 1944.

I like to share with you an excerpt from a novel I wrote some time ago, in which I tell the first wedding night between

 

 

 

Uscì dal bagno dopo un’altra infinità di tempo.

Aveva una lunga camicia da notte bianca, candida, sovrastata da una vestaglia, bianca anch’essa con dei fiorellini.

Io ero ancora vestito: avevo giudicato troppo sfacciato farmi trovare già nel letto, magari senza vestiti.

Le dissi di togliersi la vestaglia e lei docile obbedì.

Toccava a me fare l’esperto di sesso e a lei toccava la parte dell’allieva.

Quindi le dissi di togliersi anche la camicia da notte, ma questa volta lei fu molto titubante.

Le ricordai che ormai eravamo sposati e che io non ero più uno sconosciuto, ma che adesso ero suo marito e lei mia moglie, eravamo due corpi, ma un’unica vita e che quindi appartenevamo ormai l’uno all’altra.

Sembrò colpita da queste parole, sorrise e, quando glielo richiesi, obbedì restando con le sole mutande addosso e coprendosi il seno con le braccia.

Deglutii non so quante volte davanti a quella visione.

Quindi mi avvicinai a lei, la baciai e, infine, la presi in braccio adagiandola sul letto.

Le scostai le braccia poste a difesa del seno e ammirai quello spettacolo della natura.

Poi provai a sfilarle le mutande, ma lei mi fermò.

«No, adesso ti spogli prima tu».

Mi tolsi freneticamente i vestiti di dosso, lasciandomi anch’io solo le mutande.

Quindi mi stesi vicino a lei e presi a baciarla: erano dolcissime quelle labbra, eppure mi provocavano una scarica elettrica incontrollabile.

Le tolsi l’ultimo indumento e lei si offrì in tutto il suo splendore alla mia visione.

Sembrava aver superato l’imbarazzo iniziale, forse era servito davvero ricordarle che eravamo finalmente marito e moglie, un’unica vita...

Era completamente nuda dinanzi a me.

 

Mi stesi su di lei baciandola e toccando finalmente quel seno che avevo solo immaginato sono a quel momento.

Presi a giocare con i capezzoli già turgidi, quindi, continuando a baciarla, feci scivolare la mia mano verso il suo sesso e quando arrivai a sfiorarle la vagina, ebbe un fremito incontrollato.

Ad un certo punto però mi fermò e volle che mi denudassi completamente anch’io e fece una faccia davvero buffa vedendo il mio sesso: non era stata preparata, evidentemente, non a sufficienza, almeno.

D’altra parte non ce la vedevo proprio mia suocera a dare lezioni di sessualità alla figlia.

Ma la sorpresa iniziale, lasciò rapidamente il posto alla curiosità, così volle toccarlo capire com’era fatto.

Ovviamente era la prima volta che vedeva il sesso di un uomo e, anziché impaurita, come pensavo potesse essere, sembrava fortemente incuriosita: i suoi tocchi, tesi alla scoperta dei particolari, avevano avuto l’effetto di provocarmi l’erezione completa che lei seguiva quasi rapita.

La cosa mi metteva estremamente a disagio, non ero preparato a quella sua disinvolta curiosità, però avevo paura di rompere l’incantesimo così la lasciai fare.

L’operazione del mio sverginamento all’epoca, era stata rapido e senza alcuna difficoltà sotto le mani esperti di Armanda, la puttana.

Lo sverginamento di Mara, fu, invece, laborioso e assai complicato.

Le mie esperienze fino ad allora, erano limitate a incontri con professioniste, per cui non avevo mai trovato difficoltà nella penetrazione.

Il sesso di Mara, invece, era stretto e chiuso e la mia inesperienza non mi agevolava certamente nella difficile operazione.

Ma, come dio volle, dopo vari tentativi, alla fine, riuscii a trovare il varco e Mara fu finalmente sverginata!

Finito il rapporto, di una brevità temporale davvero imbarazzante, mi accorsi che sul mio sesso c’erano delle gocce di sangue e lanciai un urlo.

Temevo di essermi fatto male nel tentativo di entrare dentro di lei infilandolo in quel buco così stretto da essermi sembrato innaturale.

Poi vidi che anche sul lenzuolo c’erano delle gocce di sangue e quasi credetti di svenire.

Fu Mara a ricordarmi, ridendo di me, che il sangue era il suo e che, se ne avessi avuto bisogno, quella era la prova che io ero stato il suo primo uomo.

Mi vergognai da morire per essermi spaventato come una ‘donnicciola’ davanti a Mara, facendo la figura dell’imbranato, ma lei, ormai senza alcun imbarazzo, dopo averlo ripulito del suo stesso sangue, era già presa da altro e sembrava già più interessata a studiare il mio membro osservandolo tornava alle sue dimensioni normali, che al mio disagio.

Era buffa la sua faccia mentre scopriva l’anatomia maschile, così come era buffa la situazione.

La cosa che mi colpì di più in quella nostra prima notte, fu che, nei mesi precedenti, avendo conosciuto la sua pudicizia e ritrosia durante il fidanzamento, avevo immaginato che avrebbe avuto vergogna di mostrare il suo corpo, mentre ora invece, dopo l’imbarazzo iniziale, si alzava completamente nuda per andare in bagno, come fosse la cosa più naturale del mondo e, sempre nuda, girava intorno a me per sistemare altre cose dal suo bagaglio.

In quella notte mi mostrò questo aspetto del suo carattere, che non conoscevo e che finì di conquistarmi ancora di più, quello che ogni uomo tende a immaginare e a desiderare quando pensa alla propria donna: santa e puttana, irreprensibile e eternamente vogliosa, a seconda che fossimo di giorno, davanti a persone o di notte nel chiuso della nostra stanza da letto.

Facemmo l’amore ancora due volte, con risultati un po’ più lusinghieri, prima di crollare addormentati, abbracciati stretti, quasi temessimo di perderci.

 

 

 

 

 

She came out of the bathroom after another infinity of time.

She was wearing a long white, white nightgown, topped by a white dressing gown with little flowers on it.

I was still dressed: I had thought it too cheeky to be found already in bed without clothes.

I told her to take off her dressing gown and she docile obeyed.

It was my turn to be a sex expert and she was the part of her pupil.

So I told her to take off her nightgown too, but this time she was very hesitant.

I reminded her that we were now married and that I was no longer a stranger, but that now I was her husband and she was my wife, we were two bodies, but one life and therefore we now belonged to each other.

She seemed struck by these words, she smiled and, when I asked her, she obeyed, staying with only her underwear on and covering her breasts with her arms.

I swallowed I don't know how many times in front of that vision.

Then I approached her, kissed her and finally I took her in my arms and lay her on the bed.

I pushed aside her arms placed in defense of her breasts and admired that spectacle of nature.

Then I tried to take off her panties, but she stopped me.

"No, now you undress first."

I quickly took off my clothes, leaving only my panties.

Then I lay down next to her and started kissing her: those lips were very sweet, yet they gave me an uncontrollable electric shock.

I took off her last garment and she offered herself in all her splendor to my vision.

She seemed to have overcome the initial embarrassment, perhaps it was really useful to remind her that we were finally husband and wife, one life ...

She was completely naked in front of me.

I lay down on her kissing her and finally touching her breasts that I had only imagined I am at that moment.

I started playing with her already turgid nipples, then, continuing to kiss her, I slipped my hand towards her sex and when I came to touch her vagina, she had an uncontrolled thrill.

At a certain point, however, she stopped me and wanted me to undress completely too and she made a really funny face seeing my sex: she had not been prepared, obviously, not sufficiently, at least.

On the other hand, I didn't really see my mother-in-law giving sexuality lessons to her daughter.

But her initial surprise, she quickly gave way to her curiosity, so she wanted to touch him and understand how it was made.

Obviously it was the first time she had seen a man's sex and, instead of frightened, as I thought she might be, she seemed strongly intrigued: her touches, aimed at discovering details, had had the effect of provoking the complete erection that she followed almost kidnapped.

This embarassed me a lot, I was not prepared for this her easy curiosità, but I was afraid to break that magic spell, so I let her continue.

The operation of my defloration at the time had been quick and without any difficulty under the expert hands of Armanda, the whore.

The defloration of Mara was instead difficult and very complicated.

My experiences until then were limited to meetings with professionals, so I had never found it difficult to penetrate.

Mara's sex, on the other hand, was tight and closed and my inexperience certainly did not help me in the difficult operation.

But after several attempts, in the end, I managed to find the opening and Mara was finally deflowered!

After the sexual intercourse, of a really embarrassing shortness of time, I realized that there were drops of blood on my sex and I screamed.

I was afraid I had hurt myself trying to get inside her by slipping it into that hole so tight it seemed unnatural.

Then I saw that even on the bed sheet there were drops of blood and I almost thought I was going to faint.

It was Mara who reminded me, laughing at myself, that her blood was hers and that, if I needed it, that was proof that I had been her first man.

I was ashamed to death for being frightened like a 'sissy' in front of Mara, making the figure of the clumsy, but she, now without any embarrassment, after having cleaned him of her own blood, was already taken by something else and already seemed more interested in studying my member observing it returned to its normal size, than my shame.

Her face was funny while she was discovering the male anatomy, just as the situation was funny.

The thing that struck me most on that first night of ours was that, in the previous months, having known his modesty and reluctance during the engagement, I had imagined that he would be ashamed to show his body, while now instead, after the initial embarrassment, she would get up completely naked to go to the bathroom, as if it were the most natural thing in the world and, always naked, she would go around me to arrange other things from her luggage.

That night he showed me this aspect of his character, which I did not know and which ended up conquering me even more, the one that every man tends to imagine and desire when he thinks of his woman: holy and whore, irreproachable and eternally eager, depending on whether we were during the day, in front of people or at night in the enclosure of our bedroom.

We made love twice more, with slightly more flattering results, before falling asleep, hugging each other tightly, as if we were afraid of getting lost.

 

 


Anto Laro

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