La Tentazione

Riesco a resistere a tutto, fuorché alle tentazioni
(cit.)

La tentazione 

 

Il pomeriggio, troppo caldo e afoso, mi impedisce qualsiasi pensiero.

L’impianto del condizionatore è rotto da un paio di giorni e nessuno è ancora venuto a ripararlo: vorrei essere dappertutto tranne che qui in ufficio, ma ho un importante impegno per l’indomani: devo presentare un progetto per una gara d’appalto e tutto deve essere pronto già stasera.

Ho più volte la tentazione di darla vinta al caldo e scapparmene via, ma l’appuntamento del giorno successivo è troppo importante.

Quando, però, mi accorgo che il sudore comincia a gocciolare dalla fronte, prendo la decisione improvvisa: mollo tutto, vado a mare un paio di ore e poi recupererò stanotte.

Detto fatto, salto in macchina, passo a prendere il costume e prendo la strada per il mare.

Conosco una spiaggetta non molto frequentata che è l’ideale per rilassarsi e, perché no, organizzare mentalmente il lavoro che ancora mi resta da fare.

Arrivato sulla spiaggia, noto alcuni gruppetti (non molti, per fortuna), quindi mi sistemo nel posto più isolato. Finalmente rilassato e ristorato da una piacevolissima brezza che mi accarezza lentamente, chiudo gli occhi. Li riapro dopo un po’ sorpreso da rumori vicini: una ragazza carina si sta sistemando poco distante da me: evidentemente anche lei è alla ricerca di un posto un po’ isolato. Non posso non soffermarmi a guardarla: è davvero carina con indosso una camicetta, che lascia intravedere un generoso seno, ed una gonnellina corta vaporosa e colorata.

Che ci fa una ragazza così carina da sola in una spiaggia come questa?

So che non dovrei, ma come resistere alla tentazione di sbirciarla mentre si leva gli indumenti per restare in costume?

E’ una cosa non propriamente elegante da farsi, ma noi maschietti a mare in questi casi non badiamo molto il galateo.

Quindi, nascosto dagli occhiali da sole e facendo finta di leggere un libro che ho subito preso in mano, mi godo la scena, sperando che il mio comportamento passi inosservato.

Infatti lei sembra non accorgersi di niente (oppure fa finta).

Con gesti misurati e lenti si sistema il costume sotto, poi si sbottona la camicetta, la toglie ed infine si sfila la gonna.

E’ uno spettacolo!

Quando sto per riprendere la lettura, mi accorgo che lo spettacolo continua: infatti, dopo aver armeggiato con la chiusura, sgancia il reggiseno e si sdraia sul telo da mare faccia in giù.

E’ stato tutto veloce, ma ho fatto in tempo a vedere il seno gioiosamente libero e molto bello, come avevo già immaginato.

Il mio interesse verso di lei cresce a dismisura: oltre ad essere carina ha anche un corpo splendido.

In più è anche sola.

Inizio a fantasticare su di lei e come sarebbe piacevole passare la serata (e soprattutto la nottata) con lei. se solo non avessi quel maledetto urgente, importantissimo lavoro da fare.

Poi con un gesto veloce lei si sistema lo slip dietro, raccogliendolo intorno alla giuntura dei glutei, in modo che gli ultimi raggi di sole possano posarsi su quasi tutto il suo meraviglioso culo.

Davvero non riesco più a staccarle gli occhi di dosso e temo di farlo con tanta insistenza che mi meraviglio che lei non se ne sia già accorta.

Il sole che si tuffa nel mare e le prime ombre della sera che incombe, attenuano la calura della giornata, rendendo il caldo, che comunque rimane, più umano e sopportabile.

Lei si è riallacciato il reggiseno e si è girata continuando a prendere gli ultimi raggi di sole.

A questo punto dovrei tornare allo studio a finire quanto avevo programmato, ma non ho assolutamente la voglia (né la forza) di muovermi da lei.

Nel frattempo la spiaggetta sembra svuotarsi e restano solo in pochi oltre noi due.

Finalmente lei sembra accorgersi di me e, girando la testa nella mia direzione mi guarda con insistenza, poi si rigira.

Adesso so che devo fare qualcosa senza, però, fare la figura del solito ‘pappagallo importunatore’.

Mentre sono alle prese con l’elaborazione di una frase simpatica per rompere il ghiaccio, lei si alza, fa due passi, poi con un gesto talmente naturale e spontaneo da non sembrare vero, si toglie il reggiseno e si tuffa in mare.

Resto interdetto!

E’ davvero troppo!

Sono rimasto senza parole non solo per quello che ha fatto, ma soprattutto per come lo ha fatto.

Ha fatto apparire tutto come una cosa normale, semplice, naturale ed a me è rimasto solo il tempo di vederla quasi completamente nuda entrare nell’acqua.

A questo punto decido di tuffarmi anch’io e di tentare il tutto per tutto.

Faccio due bracciate che mi spingono al largo, poi torno verso riva e mi fermo dove sta galleggiando lei.

Provo a rompere il ghiaccio: “E’ bellissimo sentire, con il caldo che fa, l’acqua fresca a contatto con la propria pelle, vero?”

E’ l’unica stupidata che mi è riuscito di dire, però lei sorride e risponde.

E’ anche una ragazza simpatica, dice di chiamarsi Giuliana e di essere lì in vacanza.

Restiamo a parlare qualche minuto, dove diciamo piacevoli banalità, poi lei mi saluta ed esce dall’acqua.

Io non me l’aspettavo e, preso di sorpresa, resto lì a mollo senza sapere più, a questo punto, che cosa fare.

Dopo un po’ esco anch’io e la trovo nella posizione di prima: stesa di nuovo faccia in giù, con gli slip raccolti in una strisciolina invisibile nascoste nelle pieghe del culo. Le gambe appena appena divaricate lasciano solo intravedere il paradiso.

Deluso ed anche un po’ arrabbiato con me stesso per come non ero riuscito a sfruttare la situazione favorevole e per come non riesco ad elaborare nessuna strategia per riagganciarla, mi lascio cadere sulla sabbia, deciso, appena asciutto, ad andare via.

Nel frattempo, tuttavia, continuo a bearmi della sua visione.

Passano solo pochi minuti, e lei sembra dare segni di risveglio, si guarda intorno, poi gira la testa verso di me, mi sorride e mi dice: “Puoi farmi un favore, mi spalmeresti un po’ di crema dopo sole sulla schiena?”

Puoi farmi un favore?

Ma sono cose da chiedersi queste?

Le sembra un favore quello che mi chiede di fare?

Ma se è la cosa che più desideravo fare.

Infatti le rispondo “Non è affatto un favore, è un piacere, per me”.

Mi metto vicino a lei e solo in quel momento mi accorgo che sulla spiaggetta siamo praticamente rimasti da soli.

Inizio a spalmare la crema, prima timidamente, poi sempre più lateralmente verso i suoi seni.

Giuliana non sembra trovare niente da ridire.

E’ decisamente eccitante.

A questo punto mi metto a cavalcioni su di lei e scendo con le mani verso il basso.

Inizio a massaggiarle il culo e sento che lei ha un sussulto.

Indugio su quelle rotondità che avrei voglia di mangiare.

Allora decido tentare il tutto per tutto e, quasi perdendo la testa, provo ad insinuare una mano sotto il minuscolo brandello di stoffa che le copre il culo: incredibilmente lei asseconda aprendo leggermente le gambe.

Allora mi sposto e al posto della mano inizio a baciarla, mordendole i glutei e quindi scostando il filo del costume insinuo la lingua tra le sue gambe baciando la porta del paradiso.

Allora lei si scosta. “Non ti pare di esagerare? Se arriva qualcuno che figura ci facciamo?”.

“Scusa, mi sono lasciato andare, ma non ho saputo resistere” balbetto io.

“Adesso che fai ti giustifichi come un scolaretto. – prendendomi in giro con un sorriso sulle labbra, quindi riprende con una voce dolcissima e iniziando ad esplorare con la mano dentro il mio costume e trovando il mio uccello già in tiro da un po’ – E’ che mi sembra sciocco stare qui come due ragazzini, visto che ho la mia stanza in albergo a disposizione: non credi che prima di portarmi a cena potremmo andar a fare una doccia lì?”

Certo che lo credo, ma il mio lavoro?

Se non presento il progetto per domani addio appalto, addio occasione quasi irripetibile.

Ma anche questa è un’occasione irripetibile.

La tentazione è davvero forte ed a me le tentazioni mi hanno sempre allettato.

Sono roso dal dubbio, il mio socio Marco non sarebbe per niente contento se tornando da New York si accorgesse che abbiamo bucato questa gara.

E’ probabile che si arrabbierebbe così tanto da voler rompere l’amicizia ventennale e la società che ci lega.

Ma come si fa a resistere ad una tentazione come Giuliana?

Se solo Marco potesse vedere quel sorriso con cui Giuliana mi sta guardando, capirebbe sicuramente.

Quasi quasi al limite vado con lei e poi dopo torno allo studio a finire tutto.

So che è una bugia quella che mi racconto, che non avrò mai il coraggio di staccarmi da lei per andare a lavorare, ma è sufficiente per convincermi a prenderla sottobraccio e ad andare con lei

“Una doccia è proprio quello di cui ho bisogno.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The temptation

 

 

 

The afternoon, too hot and muggy today, prevents me from any thought.

The air conditioning system has been broken for a couple of days and no one has come to fix it yet: I would like to be everywhere except here in the office, but I have an important commitment for the next day: I have to submit a project for a tender and everything must be ready already tonight.

I have several times the temptation to give it up in the heat and run away, but the next day’s appointment is too important.

When, however, I realize that the sweat is starting to drip from my forehead, I make the sudden decision: I drop everything, go to sea for a couple of hours and then I’ll recover tonight.

No sooner said than done, I jump in the car, pick up my swimsuit and take the road to the sea.

I know a not very busy beach that is ideal for relaxing and, why not, mentally organize the work that still remains for me to do.

Arrived on the beach, I notice some small groups (not many, fortunately), so I settle in the most isolated place. Finally relaxed and refreshed by a very pleasant breeze that slowly caresses me, I close my eyes. I reopen them after a while surprised by nearby noises: a pretty girl is settling down not far from me: evidently she too is looking for a somewhat isolated place. I cannot stop looking at her: she is really cute wearing a blouse, which reveals a generous breast, and a short, fluffy and colorful skirt.

What is such a pretty girl doing alone on a beach like this?

I know I shouldn’t, but how can I resist the temptation to peek at her as she takes off her clothes to stay in costume?

It’s not exactly an elegant thing to do, but we boys at sea don’t pay much attention to etiquette in these cases.

So, hiding from my sunglasses and pretending to read a book that I immediately picked up, I enjoy the scene, hoping that my behavior will go unnoticed.

In fact, she seems not to notice anything (or pretends).

With measured and slow gestures, she arranges the costume underneath, then unbuttons her blouse, takes it off and finally takes off her skirt.

It’s a show!

When I am about to resume reading, I realize that the show continues: in fact, after having tinkered with the closure, she unhooks her bra and lies down on the beach towel face down.

It was all fast, but I had time to see her breasts joyfully free and very beautiful, as I had already imagined.

My interest in her grows out of all proportion: in addition to being pretty she also has a beautiful body.

Plus she is also alone.

I begin to fantasize about her and how pleasant it would be to spend the evening (and especially the night) with her. If only I didn’t have that damn urgent, very important job to do.

Then with a quick gesture she arranges the slip behind, gathering it around the joint of the buttocks, so that the last rays of sun can rest on almost all of her wonderful ass.

I really can’t take my eyes off her anymore and I’m afraid I am doing it so insistently that I am amazed that she has not already noticed.

The sun plunging into the sea and the first shadows of the evening looming, attenuate the heat of the day, making the heat, which still remains, more human and bearable.

She pulled her bra back on and turned around while still taking in the last rays of the sun.

At this point I should go back to the studio to finish what I had planned, but I have absolutely no desire (nor the strength) to move from her.

In the meantime, the beach seems to empty and only a few remain besides the two of us.

Finally she seems to notice me and, turning her head in my direction, looks at me insistently, then turns around.

Now I know I have to do something without looking like the usual man who bothers.

While they are struggling with the elaboration of a nice phrase to break the ice, she gets up, takes two steps, then with a gesture so natural and spontaneous that it does not seem real, she takes off her bra and dives into the sea.

I am banished!

This is too much!

I was speechless not only for what he did, but above all for how he did it.

He made everything look normal, simple, natural and I only had time to see him almost completely naked entering the water.

At this point I decide to dive in too and try everything.

I take two shots that push me offshore, then I return to shore and stop where it is floating.

I try to break the ice: “It’s wonderful to feel, with the heat that it is, the cool water in contact with your skin, isn’t it?”

She’s the only fool I could say, but she smiles and answers.

She is also a good girl, she says her name is Giuliana and she is there on vacation.

We talk for a few minutes, where we say pleasant clichés, then she greets me and gets out of the water.

I did not expect it and, taken by surprise, I remain there to bask without knowing, at this point, what to do.

After a while I go out too and find her in the same position as before: again lying face down, with her panties gathered in an invisible band hidden in the folds of her ass. The legs slightly apart allow only a glimpse of her heaven.

Disappointed and also a bit angry with myself for how I had not been able to take advantage of the favorable situation and for how I cannot develop any strategy to hang it up, I let myself fall on the sand, determined, just dry, to go away.

In the meantime, however, I continue to bask in his vision.

Only a few minutes pass, and she seems to be showing signs of awakening, looks around, then turns her head towards me, smiles at me and says, “Can you do me a favor, would you spread some after-sun cream on my back?”

Can you do me a favor?

But are these things to say?

Do you think what you’re asking me to do is a favor?

But if that’s what I most wanted to do.

In fact, I reply “It’s not a favor at all, it’s a pleasure for me”.

I get close to her and only then I realize that we are practically alone on the beach.

I begin to spread the cream, first timidly, then more and more sideways towards her breasts.

Giuliana doesn’t seem to find anything to complain about.

It is definitely exciting.

At this point I straddle her and go down with my hands down.

I start rubbing her ass and I feel her jump.

I linger on those roundnesses that I would like to eat.

So I decide to try everything and, almost losing my head, I try to insert a hand under the tiny shred of fabric that covers her ass: incredibly she favors by slightly opening her legs.

Then I move and instead of my hand I start kissing her, biting her buttocks and then moving the thread of the costume aside, I slip my tongue between her legs, kissing the door to her paradise.

Then she moves away. “Don’t you think you are exaggerating? If someone comes, what does it look like? “.

“Sorry, I let myself go, but I couldn’t resist,” I stammer.

“Now what are you doing you justify yourself as a schoolboy. – teasing me with a smile on his lips, then he resumes with a very sweet voice and starting to explore with his hand inside my costume and finding my dick already in range for a while – It seems silly to me to be here as two kids, since I have my room in the hotel available: don’t you think that before taking me to dinner we could go and take a shower there? “

Sure I believe it, but my job?

If I don’t present the project for tomorrow, farewell to the contract, farewell to an almost unique opportunity.

But this too is a once in a lifetime opportunity.

The temptation is really strong and temptations have always attracted me to me.

I am consumed with doubt, my partner Marco would not be happy at all if, returning from New York, he realized that we had a hole in this race.

It is likely that he would get so angry that he wants to break the twenty-year friendship and the society that binds us.

But how can you resist a temptation like Giuliana?

If only Marco could see that smile with which Giuliana is looking at me, he would certainly understand.

Almost almost to the limit I go with her and then afterwards I go back to the studio to finish everything.

I know that what I tell myself is a lie, that I will never have the courage to break away from her to go to work, but it is enough to convince me to take her arm and go with her

“A shower is just what I need.”

 

 


Anto Laro

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